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mercoledì 14 novembre 2012

Non si tocca l’orario degli insegnanti. Ma a perderci è la ricerca Leggi di Più: Non si tocca l'orario degli insegnanti. Ci perde la ricerca


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Intervista ad Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Giovanni Agnelli: «L’Europa pretende investimenti pari al 3 per cento del Pil. Noi diamo meno dell’1 per cento».


Non si tocca l’orario degli insegnanti, ma il risparmio di 183 milioni sulla scuola è legge. Circa 50 milioni saranno sottratti ai bandi per la ricerca scientifica e tecnologica, e 47,5 milioni ai fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Altri 80 milioni giungono dai risparmi accantonati dal comparto scuola nel 2011. La vittoria sindacale ha i suoi chiaroscuri, la ricerca è ulteriormente bistrattata. Tempi.it ne parla con Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Giovanni Agnelli.
Comunque ci si muova, si pestano i piedi di qualcuno.
È inevitabile nel momento in cui si propongono dei tagli. La mia preoccupazione è che, da ora, non si possa più dibattere sull’organizzazione del lavoro degli insegnanti, perché è diventato il tema di uno scontro politico-sindacale. Si può discutere del merito di questa iniziativa, ma mi preme che la scuola cambi dal punto di vista organizzativo. E ho paura che per alcuni anni non ne parleremo più.
L’aumento delle ore senza un incremento dello stipendio influiva negativamente sulla professionalità di un insegnante?
No. Ci sono insegnanti che già lavorano moltissimo, fanno molto più delle diciotto ore canoniche tra correzioni, preparazione e coordinamento didattico. Al tempo stesso, però, ci sono insegnanti più refrattari a una simile modalità di lavoro. Quindi, il vero punto debole è che il sistema non valorizza chi si impegna e non richiama all’ordine chi non fa il suo dovere. Va benissimo richiedere uno sforzo aggiuntivo in un periodo aggiuntivo, ma chi lavora tanto deve essere premiato.
Se ai vari tagli aggiungiamo la tassazione delle borse di studio, ne esce un ritratto dell’Italia che non punta alla ricerca.
Gli obiettivi di Lisbona prevedevano investimenti nella ricerca parti al 3 per cento del Pil. Quest’anno l’Italia non raggiunge l’un per cento. Tagliare i fondi per la ricerca è un autogol, anche perché i più penalizzati saranno i giovani che studiano ad alto livello. E, tra questi, quelli che non hanno un background socio-economico elevato.
Il modello scolastico italiano è in crisi. A chi guardare?
I casi di eccellenza sono i modelli asiatici – Corea, Cina, Singapore – e quelli scandinavi – come la Finlandia –. Questi ultimi sono più facilmente esportabili in Italia, e da essi si può imparare molto. È tuttavia difficile pensare a un modello esportabile in blocco. L’Italia ha marcatissime differenze interne. Da noi convivono sistemi scolastici all’avanguardia (come in Trentino e in Lombardia) e fortemente arretrati (specie al Sud). Una ricetta che valga per tutto il paese è inesistente.

martedì 13 novembre 2012

Appuntamento per discutere di innovazione

(AGENORD) - Lunedì 26 novembre alle ore 18,30 si terrà l’incontro gratuito “Innovare? Si deve, si può, si fa” aperto agli imprenditori che vogliono cogliere nuove opportunità per lo sviluppo della loro attività e confrontarsi per uno scambio di buone prassi. L’evento si inserisce nel ciclo di incontri “I Lunedì dei Saperi d’Impresa”, organizzato da AssoMec e Fabbrica del Sapere d’Impresa. L'appuntamento è alla sede dello studio legale Battagliese Buonaguidi, in corso Vittorio Emanuele 30. Parteciperà Roberto Gajo, responsabile qualità di Inoxhip, piccola azienda meccanica brianzola (35 addetti), attiva nel settore dei componenti e dei sistemi per acqua ad alta pressione. La Inoxihp ha realizzato un piano formativo organico e sfruttato i finanziamenti per la formazione offerti da Fondimpresa per avviare una collaborazione col Politecnico di Milano nell’ambito della ricerca applicata, mirata a introdurre un processo di innovazione produttiva e dei materiali impiegati. Ai “Lunedì dei Saperi d’Impresa”, ogni terzo lunedì del mese, un imprenditore racconta la propria storia di successo e a seguire si apre un confronto tra i partecipanti con esperti in finanza agevolata, per verificare opportunità e trovare nuove strade percorribili. «Le imprese che oggi continuano con coraggio a investire sul capitale umano e sull’innovazione anziché limitarsi a tagliare i costi rappresentano un’eccellenza. È importante che le aziende si incontrino per vedere che esistono opportunità concrete che possono e devono essere colte da tutti» commenta Barbara Pigoli, presidente di AssoMec. «Il caso Inoxihp dimostra che, usando adeguatamente tutti i finanziamenti offerti dei fondi interprofessionali, anche una piccola azienda a gestione familiare è in grado di attivare progetti di ricerca ambiziosi, coinvolgendo partner di rilievo come il Politecnico».